
Ubuntu Touch è un sistema operativo mobile basato su Ubuntu, mantenuto dalla fondazione UBports. Sostituisce Android su alcuni tablet e smartphone compatibili, offrendo un’interfaccia touch nativa sotto Linux. Il passaggio da Android a Ubuntu Touch cancella tutti i dati del dispositivo e richiede diversi passaggi tecnici preliminari, anche su modelli ufficialmente supportati.
Bootloader e debug USB: i veri prerequisiti prima dell’installazione
La maggior parte delle guide presenta l’installazione come un processo lineare. In pratica, la difficoltà si concentra su due operazioni preliminari che molti principianti scoprono troppo tardi.
La prima è lo sblocco del bootloader. Su un tablet Android, il bootloader è bloccato di default per impedire l’installazione di sistemi di terze parti. La procedura di sblocco varia a seconda del produttore: sui dispositivi Lenovo, ad esempio, passa attraverso le impostazioni sviluppatore e un comando in modalità fastboot. Su alcuni modelli, il produttore richiede una registrazione preliminare sul proprio sito.
La seconda è l’attivazione del debug USB (o ADB). Questa opzione, nascosta nelle impostazioni sviluppatore di Android, consente al computer di comunicare con il tablet durante il processo di flash. Senza di essa, l’installatore UBports non rileva semplicemente il dispositivo.
Sotto Windows, appare un ulteriore ostacolo: a volte è necessario installare un driver USB specifico affinché il tablet venga riconosciuto in modalità fastboot. Gli utenti Linux e macOS incontrano meno spesso questo problema, poiché i driver ADB sono generalmente integrati nel sistema.
Prima di avviare qualsiasi cosa, è utile controllare questi tre punti: bootloader, debug USB, driver. Una guida dettagliata consente di comprendere meglio come installare Ubuntu Touch su tablet tenendo conto di queste limitazioni hardware.

Dispositivi compatibili con Ubuntu Touch: un elenco più ristretto di quanto si pensi
Ubuntu Touch non funziona su qualsiasi tablet. Il progetto UBports mantiene un elenco ufficiale di dispositivi supportati, consultabile su devices.ubuntu-touch.io. Ogni modello ha un livello di supporto distinto, con canali stable, rc (release candidate) e devel.
Per i tablet, le opzioni sono nettamente più limitate rispetto agli smartphone. La Lenovo Tab M10 HD 2nd Gen è tra i modelli documentati, ma la sua installazione impone un prerequisito spesso sconosciuto: il tablet deve funzionare su una versione specifica del firmware Android stock prima di poter ricevere Ubuntu Touch. Flashare da una versione Android troppo recente o modificata può provocare un fallimento silenzioso.
Ecco i punti da verificare prima di scegliere un dispositivo:
- Il modello esatto (numero di riferimento completo) deve apparire nell’elenco ufficiale UBports, non solo il nome commerciale generico.
- Il canale stabile deve essere disponibile per il dispositivo. Un modello elencato solo nel canale devel può presentare malfunzionamenti gravi (Wi-Fi, audio, rotazione dello schermo).
- La versione del firmware Android attualmente installata deve corrispondere a quella richiesta dalla guida all’installazione del modello.
Acquistare un tablet usato specificamente per Ubuntu Touch richiede quindi di conoscere in anticipo la versione Android installata, cosa che non è sempre indicata dai venditori.
Utilizzare l’installatore UBports da un computer
L’installazione vera e propria passa attraverso l’installatore grafico UBports, disponibile per Linux, macOS e Windows. È uno strumento che guida l’utente passo dopo passo, dalla rilevazione del dispositivo fino al flash del sistema.
Il processo si svolge in quattro fasi:
- Collegare il tablet al computer tramite un cavo USB, in modalità fastboot (ottenuta generalmente mantenendo premuti contemporaneamente i pulsanti di accensione e volume giù durante lo spegnimento).
- Avviare l’installatore UBports, che rileva automaticamente il modello collegato e propone il canale di installazione appropriato.
- Selezionare il canale (stabile raccomandato per un uso quotidiano) e avviare il download dei file di sistema.
- Attendere la fine del flash. Il tablet si riavvia automaticamente sotto Ubuntu Touch una volta completata l’operazione.
Se l’installatore non rileva il tablet, il problema deriva quasi sempre da un driver USB mancante o da un bootloader ancora bloccato. Sotto Windows, il software può anche essere bloccato da Windows Defender, che a volte lo considera un’applicazione non verificata.
Scelta del canale stabile o devel
Il canale stabile offre aggiornamenti meno frequenti, ma più affidabili. Il canale devel dà accesso alle ultime funzionalità, con un reale rischio di regressione. Per un principiante, il canale stabile è l’unica scelta ragionevole. I canali di sviluppo servono ai collaboratori che testano e segnalano bug.

Ubuntu Touch 24.04-2.0: cosa cambia l’ultima versione per i tablet
La versione Ubuntu Touch 24.04-2.0 segna un passaggio importante nel ciclo di vita del progetto. Si basa su una base Ubuntu 24.04 (Noble Numbat) e introduce diversi miglioramenti concreti: aggiornamento del browser Morph, supporto per le notch dello schermo e aggiunta di una funzione di stampa.
Questa transizione verso una base più recente comporta un cambiamento nella logica di manutenzione. Gli aggiornamenti sono ora organizzati per versione piuttosto che in modo continuo, il che semplifica il monitoraggio per gli utenti. In cambio, l’elenco dei dispositivi compatibili con questa versione può essere più ristretto rispetto a quello della versione precedente.
Per i tablet, il supporto per le notch è un’aggiunta notevole: alcuni modelli recenti dispongono di fotocamere frontali integrate nello schermo, e l’interfaccia si adatta ora a questa limitazione hardware. La stampa, a lungo assente, facilita un uso d’ufficio minimo direttamente dal tablet.
Prima di flashare, è utile verificare sulla pagina del dispositivo se la versione 24.04-2.0 è disponibile per il modello in questione. Alcuni dispositivi rimangono sulla base Focal (20.04) e non riceveranno questo aggiornamento.
Il passaggio a Ubuntu Touch su tablet rimane un’operazione riservata agli utenti pronti ad accettare un ecosistema di applicazioni limitato e alcuni aggiustamenti manuali. L’affidabilità del risultato dipende tanto dalla scelta del dispositivo quanto dalla rigorosità dei passaggi preparatori.